28/11/2011 03:00:15,
Manovra Finanziaria Monti: misure anti-crisi il 5 dicembre
 Mario Monti prepara la nuova Manovra finanziaria
Lavora alla Manovra Finanziaria il nuovo Governo e «fare presto» è l’obiettivo di Mario Monti . Il premiér, dopo aver ottenuto pieno appoggio e fiducia da parte di Sarkozy e Merkel fissa al 5 dicembre l’appuntamento in Consiglio dei ministri con il primo pacchetto di provvedimenti anti-crisi, contenente le auspicate riforme strutturali.
Una Manovra Finanziaria, rivela lo stesso Mario Monti, incentrata su «crescita, stabilità ed equità » per un valore complessivo di circa 13 miliardi di euro.
Gli altri obiettivi primari del Governo Monti sono di rispettare i vincoli dell’UE ed gli impegni presi a livello comunitario, ma anche di ridare all’Italia credibilità sui mercati internazionali e ritrovare la fiducia degli investitori.
C0sì con tutta probabilità già nella prima tornata di misure saranno presenti temi importanti legati alla riforma fiscale, alla riforma del lavoro e alla riforma delle pensioni. Si tratterà di primi interventi di piccola entità , ma che saranno emblematici per definire la strategia del governo.
Per quanto riguarda la riforma fiscale, per arrivare ad un consolidamento di bilancio, i temi restano: ritorno dell’ICI; aumento dell’IVA; rivalutazione delle rendite catastali; patrimoniale; lotta all’evasione fiscale.
Si prevedono quindi nuove importanti tasse a carico degli italiani, imprenditori compresi, nonostante ad oggi l’Italia risulti già tra i Paesi maggiormente vessati dalla pressione fiscale. Tra Ici sulla prima casa, Imu (che comprende Ici e Irpef sulle seconde case), Res più la rivalutazione catastale del 15%, il servizio politiche territoriali della Uil stima un aumento delle tasse di 340,15 euro in media ogni anno. Mentre per lo Stato l’introito sarebbe pari a 9,7 miliardi di euro.
Entrando però nello specifico delle diverse realtà presenti in Italia, l’impatto delle nuove imposte, al netto della rimodulazione delle rendite catastali, nella zona di Milano sarà di 805,40 euro in media; a Roma di 852,74; a Bologna 767,30 euro; Firenze 612,86; Rimini 500 euro; Padova 596; Pisa i554,86; Siena 520,47.
Considerando la rivalutazione delle rendite catastali del 15% si pagheranno a Roma 936,96 euro in media; a Milano 884,93; a Bologna 843,04; a Firenze di 673,34; a Rimini 659,10; a Padova 655,09; a Pisa 609,62; a Siena 571,82.
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28/11/2011 03:00:15,
Manovra Finanziaria Monti: misure anti-crisi il 5 dicembre
 Mario Monti prepara la nuova Manovra finanziaria
Lavora alla Manovra Finanziaria il nuovo Governo e «fare presto» è l’obiettivo di Mario Monti . Il premiér, dopo aver ottenuto pieno appoggio e fiducia da parte di Sarkozy e Merkel fissa al 5 dicembre l’appuntamento in Consiglio dei ministri con il primo pacchetto di provvedimenti anti-crisi, contenente le auspicate riforme strutturali.
Una Manovra Finanziaria, rivela lo stesso Mario Monti, incentrata su «crescita, stabilità ed equità » per un valore complessivo di circa 13 miliardi di euro.
Gli altri obiettivi primari del Governo Monti sono di rispettare i vincoli dell’UE ed gli impegni presi a livello comunitario, ma anche di ridare all’Italia credibilità sui mercati internazionali e ritrovare la fiducia degli investitori.
C0sì con tutta probabilità già nella prima tornata di misure saranno presenti temi importanti legati alla riforma fiscale, alla riforma del lavoro e alla riforma delle pensioni. Si tratterà di primi interventi di piccola entità , ma che saranno emblematici per definire la strategia del governo.
Per quanto riguarda la riforma fiscale, per arrivare ad un consolidamento di bilancio, i temi restano: ritorno dell’ICI; aumento dell’IVA; rivalutazione delle rendite catastali; patrimoniale; lotta all’evasione fiscale.
Si prevedono quindi nuove importanti tasse a carico degli italiani, imprenditori compresi, nonostante ad oggi l’Italia risulti già tra i Paesi maggiormente vessati dalla pressione fiscale. Tra Ici sulla prima casa, Imu (che comprende Ici e Irpef sulle seconde case), Res più la rivalutazione catastale del 15%, il servizio politiche territoriali della Uil stima un aumento delle tasse di 340,15 euro in media ogni anno. Mentre per lo Stato l’introito sarebbe pari a 9,7 miliardi di euro.
Entrando però nello specifico delle diverse realtà presenti in Italia, l’impatto delle nuove imposte, al netto della rimodulazione delle rendite catastali, nella zona di Milano sarà di 805,40 euro in media; a Roma di 852,74; a Bologna 767,30 euro; Firenze 612,86; Rimini 500 euro; Padova 596; Pisa i554,86; Siena 520,47.
Considerando la rivalutazione delle rendite catastali del 15% si pagheranno a Roma 936,96 euro in media; a Milano 884,93; a Bologna 843,04; a Firenze di 673,34; a Rimini 659,10; a Padova 655,09; a Pisa 609,62; a Siena 571,82.
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28/11/2011 03:00:15,
Manovra Finanziaria Monti: misure anti-crisi il 5 dicembre
 Mario Monti prepara la nuova Manovra finanziaria
Lavora alla Manovra Finanziaria il nuovo Governo e «fare presto» è l’obiettivo di Mario Monti . Il premiér, dopo aver ottenuto pieno appoggio e fiducia da parte di Sarkozy e Merkel fissa al 5 dicembre l’appuntamento in Consiglio dei ministri con il primo pacchetto di provvedimenti anti-crisi, contenente le auspicate riforme strutturali.
Una Manovra Finanziaria, rivela lo stesso Mario Monti, incentrata su «crescita, stabilità ed equità » per un valore complessivo di circa 13 miliardi di euro.
Gli altri obiettivi primari del Governo Monti sono di rispettare i vincoli dell’UE ed gli impegni presi a livello comunitario, ma anche di ridare all’Italia credibilità sui mercati internazionali e ritrovare la fiducia degli investitori.
C0sì con tutta probabilità già nella prima tornata di misure saranno presenti temi importanti legati alla riforma fiscale, alla riforma del lavoro e alla riforma delle pensioni. Si tratterà di primi interventi di piccola entità , ma che saranno emblematici per definire la strategia del governo.
Per quanto riguarda la riforma fiscale, per arrivare ad un consolidamento di bilancio, i temi restano: ritorno dell’ICI; aumento dell’IVA; rivalutazione delle rendite catastali; patrimoniale; lotta all’evasione fiscale.
Si prevedono quindi nuove importanti tasse a carico degli italiani, imprenditori compresi, nonostante ad oggi l’Italia risulti già tra i Paesi maggiormente vessati dalla pressione fiscale. Tra Ici sulla prima casa, Imu (che comprende Ici e Irpef sulle seconde case), Res più la rivalutazione catastale del 15%, il servizio politiche territoriali della Uil stima un aumento delle tasse di 340,15 euro in media ogni anno. Mentre per lo Stato l’introito sarebbe pari a 9,7 miliardi di euro.
Entrando però nello specifico delle diverse realtà presenti in Italia, l’impatto delle nuove imposte, al netto della rimodulazione delle rendite catastali, nella zona di Milano sarà di 805,40 euro in media; a Roma di 852,74; a Bologna 767,30 euro; Firenze 612,86; Rimini 500 euro; Padova 596; Pisa i554,86; Siena 520,47.
Considerando la rivalutazione delle rendite catastali del 15% si pagheranno a Roma 936,96 euro in media; a Milano 884,93; a Bologna 843,04; a Firenze di 673,34; a Rimini 659,10; a Padova 655,09; a Pisa 609,62; a Siena 571,82.
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28/11/2011 02:00:44,
In Italia troppe imprese in fallimento
 In aumento i fallimenti delle imprese italiane nel 2011
La crisi economica continua a mietere vittime tra le imprese in Italia: tra il 2010 e il 2011 le aziende in difficoltà sono aumentate del +0,3%. Un dato preoccupante rilevato dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza in base ai dati del Registro Imprese.
E spesso i problemi di liquidità sono così gravi da portare alla chiusura dell’attività .
Sostanzialmente, 1 impresa italiana ogni 50 (2,3% del totale pari ad oltre 120 mila) è soggetta a una procedura concorsuale perché vittime di fallimenti, liquidazioni e concordati preventivi.
Dal punto di vista territoriale, è il Centro-Sud ad essere maggiormente colpito dalla crisi economica, con in testa il Lazio nel quale si regista un 3,8% di imprese in sofferenza, seguito dalla Campania (3,3%) e dalla Sicilia (3,1%).
Le cose vanno meglio al Nord ed in particolare la situazione più rosea è quella delle imprese del Trentino Alto Adige con lo 0,8% delle imprese in difficoltà e la Valle d’Aosta (1,1%).
Intervenuto a presentazione “Previsione delle crisi di impresaâ€, il Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza ha sottolineato che per prevenire il fallimenti delle aziende italiane è necessario ripensare «ai modelli organizzativi e produttivi, affinché si affrontino per tempo tutte quelle tematiche dall’accesso al credito all’innovazione che permettono alle aziende di essere competitive e di rimanere sul mercato».
In realtà , magra consolazione, anche se la crisi economica è ancora pesantemente presente nel nostro Paese, risulta meno pesante di quella vissuta nel 2009, rispetto a quel periodo infatti i fallimenti sono diminuiti del -0,6%.
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28/11/2011 02:00:44,
In Italia troppe imprese in fallimento
 In aumento i fallimenti delle imprese italiane nel 2011
La crisi economica continua a mietere vittime tra le imprese in Italia: tra il 2010 e il 2011 le aziende in difficoltà sono aumentate del +0,3%. Un dato preoccupante rilevato dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza in base ai dati del Registro Imprese.
E spesso i problemi di liquidità sono così gravi da portare alla chiusura dell’attività .
Sostanzialmente, 1 impresa italiana ogni 50 (2,3% del totale pari ad oltre 120 mila) è soggetta a una procedura concorsuale perché vittime di fallimenti, liquidazioni e concordati preventivi.
Dal punto di vista territoriale, è il Centro-Sud ad essere maggiormente colpito dalla crisi economica, con in testa il Lazio nel quale si regista un 3,8% di imprese in sofferenza, seguito dalla Campania (3,3%) e dalla Sicilia (3,1%).
Le cose vanno meglio al Nord ed in particolare la situazione più rosea è quella delle imprese del Trentino Alto Adige con lo 0,8% delle imprese in difficoltà e la Valle d’Aosta (1,1%).
Intervenuto a presentazione “Previsione delle crisi di impresaâ€, il Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza ha sottolineato che per prevenire il fallimenti delle aziende italiane è necessario ripensare «ai modelli organizzativi e produttivi, affinché si affrontino per tempo tutte quelle tematiche dall’accesso al credito all’innovazione che permettono alle aziende di essere competitive e di rimanere sul mercato».
In realtà , magra consolazione, anche se la crisi economica è ancora pesantemente presente nel nostro Paese, risulta meno pesante di quella vissuta nel 2009, rispetto a quel periodo infatti i fallimenti sono diminuiti del -0,6%.
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28/11/2011 02:00:44,
In Italia troppe imprese in fallimento
 In aumento i fallimenti delle imprese italiane nel 2011
La crisi economica continua a mietere vittime tra le imprese in Italia: tra il 2010 e il 2011 le aziende in difficoltà sono aumentate del +0,3%. Un dato preoccupante rilevato dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza in base ai dati del Registro Imprese.
E spesso i problemi di liquidità sono così gravi da portare alla chiusura dell’attività .
Sostanzialmente, 1 impresa italiana ogni 50 (2,3% del totale pari ad oltre 120 mila) è soggetta a una procedura concorsuale perché vittime di fallimenti, liquidazioni e concordati preventivi.
Dal punto di vista territoriale, è il Centro-Sud ad essere maggiormente colpito dalla crisi economica, con in testa il Lazio nel quale si regista un 3,8% di imprese in sofferenza, seguito dalla Campania (3,3%) e dalla Sicilia (3,1%).
Le cose vanno meglio al Nord ed in particolare la situazione più rosea è quella delle imprese del Trentino Alto Adige con lo 0,8% delle imprese in difficoltà e la Valle d’Aosta (1,1%).
Intervenuto a presentazione “Previsione delle crisi di impresaâ€, il Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza ha sottolineato che per prevenire il fallimenti delle aziende italiane è necessario ripensare «ai modelli organizzativi e produttivi, affinché si affrontino per tempo tutte quelle tematiche dall’accesso al credito all’innovazione che permettono alle aziende di essere competitive e di rimanere sul mercato».
In realtà , magra consolazione, anche se la crisi economica è ancora pesantemente presente nel nostro Paese, risulta meno pesante di quella vissuta nel 2009, rispetto a quel periodo infatti i fallimenti sono diminuiti del -0,6%.
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25/11/2011 09:40:49,
Confindustria commenta la sentenza Ue su filtri P2P
 Copyright e filtri P2P: il parere di Confindustria
Confindustria risponde alla sentenza della Corte di Giustizia Ue in merito al caso Scarlet Extended SA e SABAM sul terreno del Copyright in ambito Web, che vieta ai giudici degli Stati membri di imporre l’utilizzo di filtri P2P da parte degli ISP – su richiesta della parte lesa – per scongiurare il download illegale di contenuti tutelati dal diritto d’autore.
«Nessuno vuole imporre obblighi di sorveglianza e filtraggi preventivi della rete internet», ha spiegato Confindustria Cultura Italia – sindacato che riunisce le associazioni delle imprese editoriali, discografiche, multimediali, dei videogiochi, televisive e dell’intrattenimento audiovisivo – ma che almeno si garantisca una possibilità di intervento nel caso di illeciti.
Il punto è che si vede quindi nella decisione della Corte una potenziale danno alla tutela del copyright sul web: «la decisione odierna della Corte di Giustizia sul caso Scarlet Extended SA, un fornitore di accesso a Internet, e la SABAM non ha nulla a che fare con il rispetto della legalità su Internet», ha dichiarato Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia.
Sarebbe quindi lecito e naturale agire contro gli illeciti online, previ appositi accertamenti; Confindustria chiede pertanto che le Autorità competenti, AgCom compresa, possano intervenire tempestivamente per porre fine alle violazioni ove il diritto di autore e la proprietà intellettuale siano stati violati in maniera evidente e sistemica.
Si rivendica pertanto l’utilizzo del website blocking, misura considerata sia in Italia che all’estero come “non invasiva” e in grado portare alla chiusura i siti che si sono dimostrati essere in violazione con le normative. La validità di tale tecnica viene ulteriormente avvalorata, secondo Polillo, dalle recenti pronunce sui casi Pirate Bay e Btjunkie, ove l’inibizione dei relativi siti si è rivelato «lo strumento più efficace per contrastare gli illeciti e l’abusivismo in rete».
Resta da dire che, comunque, i titolari di diritti di proprietà intellettuale possono sempre chiedere l’emanazione di ordinanze specifiche qualora riscontrino violazioni subite per tramite dei servizi di ISP, senza per questo generalizzare.
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25/11/2011 09:40:49,
Confindustria commenta la sentenza Ue su filtri P2P
 Copyright e filtri P2P: il parere di Confindustria
Confindustria risponde alla sentenza della Corte di Giustizia Ue in merito al caso Scarlet Extended SA e SABAM sul terreno del Copyright in ambito Web, che vieta ai giudici degli Stati membri di imporre l’utilizzo di filtri P2P da parte degli ISP – su richiesta della parte lesa – per scongiurare il download illegale di contenuti tutelati dal diritto d’autore.
«Nessuno vuole imporre obblighi di sorveglianza e filtraggi preventivi della rete internet», ha spiegato Confindustria Cultura Italia – sindacato che riunisce le associazioni delle imprese editoriali, discografiche, multimediali, dei videogiochi, televisive e dell’intrattenimento audiovisivo – ma che almeno si garantisca una possibilità di intervento nel caso di illeciti.
Il punto è che si vede quindi nella decisione della Corte una potenziale danno alla tutela del copyright sul web: «la decisione odierna della Corte di Giustizia sul caso Scarlet Extended SA, un fornitore di accesso a Internet, e la SABAM non ha nulla a che fare con il rispetto della legalità su Internet», ha dichiarato Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia.
Sarebbe quindi lecito e naturale agire contro gli illeciti online, previ appositi accertamenti; Confindustria chiede pertanto che le Autorità competenti, AgCom compresa, possano intervenire tempestivamente per porre fine alle violazioni ove il diritto di autore e la proprietà intellettuale siano stati violati in maniera evidente e sistemica.
Si rivendica pertanto l’utilizzo del website blocking, misura considerata sia in Italia che all’estero come “non invasiva” e in grado portare alla chiusura i siti che si sono dimostrati essere in violazione con le normative. La validità di tale tecnica viene ulteriormente avvalorata, secondo Polillo, dalle recenti pronunce sui casi Pirate Bay e Btjunkie, ove l’inibizione dei relativi siti si è rivelato «lo strumento più efficace per contrastare gli illeciti e l’abusivismo in rete».
Resta da dire che, comunque, i titolari di diritti di proprietà intellettuale possono sempre chiedere l’emanazione di ordinanze specifiche qualora riscontrino violazioni subite per tramite dei servizi di ISP, senza per questo generalizzare.
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25/11/2011 09:40:49,
Confindustria commenta la sentenza Ue su filtri P2P
 Copyright e filtri P2P: il parere di Confindustria
Confindustria risponde alla sentenza della Corte di Giustizia Ue in merito al caso Scarlet Extended SA e SABAM sul terreno del Copyright in ambito Web, che vieta ai giudici degli Stati membri di imporre l’utilizzo di filtri P2P da parte degli ISP – su richiesta della parte lesa – per scongiurare il download illegale di contenuti tutelati dal diritto d’autore.
«Nessuno vuole imporre obblighi di sorveglianza e filtraggi preventivi della rete internet», ha spiegato Confindustria Cultura Italia – sindacato che riunisce le associazioni delle imprese editoriali, discografiche, multimediali, dei videogiochi, televisive e dell’intrattenimento audiovisivo – ma che almeno si garantisca una possibilità di intervento nel caso di illeciti.
Il punto è che si vede quindi nella decisione della Corte una potenziale danno alla tutela del copyright sul web: «la decisione odierna della Corte di Giustizia sul caso Scarlet Extended SA, un fornitore di accesso a Internet, e la SABAM non ha nulla a che fare con il rispetto della legalità su Internet», ha dichiarato Marco Polillo, presidente di Confindustria Cultura Italia.
Sarebbe quindi lecito e naturale agire contro gli illeciti online, previ appositi accertamenti; Confindustria chiede pertanto che le Autorità competenti, AgCom compresa, possano intervenire tempestivamente per porre fine alle violazioni ove il diritto di autore e la proprietà intellettuale siano stati violati in maniera evidente e sistemica.
Si rivendica pertanto l’utilizzo del website blocking, misura considerata sia in Italia che all’estero come “non invasiva” e in grado portare alla chiusura i siti che si sono dimostrati essere in violazione con le normative. La validità di tale tecnica viene ulteriormente avvalorata, secondo Polillo, dalle recenti pronunce sui casi Pirate Bay e Btjunkie, ove l’inibizione dei relativi siti si è rivelato «lo strumento più efficace per contrastare gli illeciti e l’abusivismo in rete».
Resta da dire che, comunque, i titolari di diritti di proprietà intellettuale possono sempre chiedere l’emanazione di ordinanze specifiche qualora riscontrino violazioni subite per tramite dei servizi di ISP, senza per questo generalizzare.
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25/11/2011 08:30:56,
Reti di imprese, a quota 200 i contratti di rete in Italia
 Reti di imprese
Le Reti di imprese sono sempre più diffuse in Italia: da marzo 2010 ad oggi sono stati firmati 200 contratti di rete da quasi mille aziende attive in tutte le regioni italiane.
Un risultato registrato da Unioncamere e quasi insperato, secondo le stime di Confindustria infatti il traguardo dei duecento contratti di rete era previsto per maggio 2012.
Alla spinta delle Pmi verso le Reti di imprese ha sicuramente contribuito l’attuale crisi economica.
I contratti di rete consentono infatti anche alle micro e piccole imprese, appartenenti a tutti i settori, di raggiungere masse critiche per diventare competitive sui mercati, anche internazionali, al pari delle aziende di dimensioni maggiori.
Soddisfatta del risultato ottenuto in così poco tempo la presidente degli industriali Emma Marcegaglia: che sottolinea come questo rappresenti un «segnale che le imprese vogliono reagire e che è possibile restituire vitalità al nostro sistema economico. Ora è necessario non fermarsi ma continuare a lavorare per rendere strutturale il contratto di rete».
Uno strumento che deve diventare «ancora di più questo strumento a misura d’impresa» e per fare ciò, ha dichiarato Marcegaglia, è necessario semplificare le procedure e gli aspetti tributari, promuovere l’inclusione delle aziende estere nelle reti di imprese e agevolare la partecipazione delle reti agli appalti pubblici.
Sostenere le Reti di imprese vuol dire permettere alle Pmi di godere dei benefici che queste portano ai bilanci delle imprese coinvolte in termini di incrementi di fatturato e di migliori margini.
Ne è convinto anche il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera che, a margine dell’Assemblea Nazionale della CNA, ha definito reti di impresa e internazionalizzazione come prossime priorità : «Le reti di impresa sono uno strumento che considero abbia forti potenzialità per la crescita e la competitività dell’Italia. L’impegno del Ministro sarà volto a «potenziarle e renderle sempre più efficaci».
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